| Relazione su Convegno UNVS sul Doping a Lentini |
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I veterani tornano a Scuola
di Martino Di Simo Il 24 Aprile 2010 è una data da evidenziare sul calendario dell’UNIONE NAZIONALE VETERANI DELLO SPORT. Infatti, presso l’aula studi della scuola “1° Istituto Comprensivo Vittorio Veneto” di Lentini si è svolto il primo convegno pilota del progetto “Educazione alla salute” avente come finalità avvicinare i giovani allo sport il più possibile rendendoli consapevoli che “perdere da sani” sia “meglio che vincere da malati”. Il ricorrere ai farmaci per migliorare le proprie prestazioni atletiche è una grave malattia la quale, colpisce prima la mente e poi il corpo.
Questo importantissimo evento si è potuto tenere grazie al grandissimo contributo del Procuratore Speciale per la Sicilia Est, Dott. Pietro Risuglia e dalla appassionata opera della sezione UNVS “Santa Tecla” di Carlentini. Dopo l'introduzione fatta dal Dott. Domenico Ponte, socio-praticante UNVS, nella qualità di Medico di Medicina Generale operante sul territorio, si è preso l’onere e il piacere di illustrare il concetto di doping e di tracciare una linea netta tra l'uso di farmaci a scopo terapeutico e il loro utilizzo a fini illeciti, il Consigliere Nazionale U.N.V.S., Dott. Antonino Costantino, Componente del Consiglio Direttivo della Fmsi (Federazione Medico Sportiva Italiana) della Provincia di Reggio Calabria e Doping Control Officer (DCO) per conto del Wada e dell'Istituto Superiore di Sanità (Controllo Verifica Doping: CVD) nonché responsabile scientifico del progetto pilota. Il grosso problema del doping è molto sentito in seno ai Veterani, perché l’uso di queste sostanze, purtroppo, non fa parte solo del mondo dei professionisti, ma sta entrando con forza anche nel mondo dei giovani atleti e nella scuola. Il presidente dell’UNVS, Avv. Gian Paolo Bertoni, ha da sempre sposato il problema del doping nello sport e la sua non presenza a Lentini era dovuto al fatto di essere impegnato in un altro dibattito, alla presenza del Ministro dell’Interno Roberto Maroni, dove si analizzavano le problematiche e le ricerche per scoprire e sconfiggere questo cattivo approccio e pessima pratica nel mondo dello sport.
A Lentini erano presenti per l’UNVS, il Vice-Presidente per l’Italia del Sud, Gian Andrea Lombardo, il Dottor Costantino, il Dottor Risuglia e il proboviro Martino Di Simo i quali come ideatori di questo progetto, hanno voluto iniziare dalla Sicilia, questo percorso formativo rivolto alle scuole. Corre l’obbligo di precisare che tutta l’esecuzione di questo progetto è stato eseguito come opera di volontariato e né alla scuola né all’UNVS è costato niente. Un sostanzioso contributo per il raggiungimento dello scopo prefissato dall’UNVS, è dovuto al Dirigente Scolastico Prof.ssa Salvatrice Ragaglia , alla fattiva opera del D.S.G.A. Guido Mirasola e dei docenti Prof.ri Giardina Maria Antonia, Faraci Sebastiano, Lappostato Marco, Bartoli Bruno e Sicurella Roberto, i quali si sono occupati di far riempire ai propri alunni il questionario, all'uopo predisposto dagli esperti, il cui obiettivo era quello di definire la conoscenza e gli atteggiamenti sul "doping" nel target esaminato. Il dialogo fra i rappresentanti della scuola Vittorio Veneto ed i Veterani di Lentini è stato agevolato anche dal fatto che molti di loro avevano frequentato questa scuola; l’attuale Dirigente Scolastico era stata la loro insegnante, sono usciti alcuni anni fa come alunni, ora sono rientrati come “insegnanti”. Ampia è stata la disponibilità della Professoressa Ragaglia, come è stato appassionato il suo discorso di introduzione e di presentazione ed è da sottolineare la capacità di attirare l’attenzione di oltre un centinaio di alunni.
La rappresentanza UNVS era capitanata dal Vice Presidente Gian Andrea Lombardo, dal Consigliere Nazionale Antonino Costantino, dal proboviro Martino Di Simo, dal Procuratore Sicilia est Pietro Risuglia, dal Vice-Presidente della Sezione UNVS di Carlentini Filippo Muscio, con altri soci della Sezione, dal Presidente della Sezione UNVS di Lentini Antonio Campisi accompagnato dal Presidente onorario Franco e il Presidente dell’Associazione Allenatori per la Provincia di Siracusa Filadelfo Tocco anche lui socio UNVS. Erano presenti anche alcuni maratoneti dell’Associazione Sportiva ABM di Lentini, con il pluri medagliato Caracciolo Natale, i quali hanno voluto portare la loro testimonianza dal vivo dichiarando che il loro doping è l’intensa volontà nell’allenarsi ogni giorno con qualsiasi tempo, una corretta alimentazione e bere molta acqua. Pure Tocco ha sottolineato l’importanza di non farsi coinvolgere in cose stupide come l’assunzione di sostanze. Questi atteggiamenti non creano atleti ma dei malati.
Ha preso la parola il Dott. Costantino che ha iniziato ad illustrare, anche tramite immagini, cosa si intende per doping e le conseguenze per l’assunzione di sostanze, sottolineando l’importanza della Legge 376 del 14 Dicembre 2000, che rappresenta, a tutt’oggi, la pietra miliare nella Normativa Antidoping in Italia. Fin dall’antichità l’uomo ha cercato di modificare la propria natura nell’intento di superare l’avversario o la paura.
Il dop era un estratto liquoroso che veniva bevuto durante le cerimonie religiose. Il doop un miscuglio di sostanze energetiche che quattro secoli fa i marinai olandesi bevevano prima di affrontare le fatiche durante una tempesta sull’oceano. Il doping è un additivo che modifica il rendimento di una persona. Oop è una miscela di oppio, tabacco e narcotici che veniva somministrata ai cavalli da corsa nell’ottocento. Con Dope si identifica una bevanda primitiva che veniva usata come stimolante dai danzatori e danzatrici di danze sudafricane.
Nella sua relazione ha insistito nel far apprendere agli alunni la differenza che c’è tra una medicina prescritta da un medico che se presa nella quantità e nei modi consoni aiuta a guarire da una malattia, mentre se la stessa è presa in modo anomalo, scatena effetti disastrosi nel nostro corpo. Così dicasi per certi integratori i quali possono dare un beneficio come possono arrecare dei danni e comunque, semmai, vanno assunti, nelle giuste dosi, con il consiglio del medico di famiglia.
E’ emerso con evidenza che per migliorare le prestazioni fisiche occorre una corretta alimentazione, uno stato mentale sano, un continuo allenamento, il tutto sotto il costante controllo di un medico e non di certi “maneggioni”. L’atleta deve avere il desiderio di primeggiare e questo obiettivo lo deve raggiungere con l’autodeterminazione, con la propria volontà e non con certi mezzi i quali non giustificano il fine. L’assunzione di queste droghe o di altri artifizi si stanno riscontrando soprattutto in questi ultimi tempi dove enormi interessi sono entrati in tutti gli sport. I meno giovani ricorderanno gli strepitosi successi ottenuti dalle giovanissime nuotatrici della DDR. In alcuni servizi televisivi trasmessi non molto tempo fa, si è scoperto che nonostante la giovane età, queste ragazze venivano messe in cinta per poi farle abortire in modo da produrre più ormoni anabolizzanti finalizzati al miglioramento, in modo fraudolento oltre che deleterio, della forza e della potenza muscolare. Le poche atlete che sono rimastre in vita sono ridotte quasi allo stato di larve. Come pure ci debbono far riflettere certe morti di calciatori avvenute negli ultimi anni o di loro malattie invalidanti (SLA).
Tra le tante domande che hanno rivolto gli alunni al Dott. Costantino, credo che la sintesi del progetto è stata nella risposta. Un giovane ragazzo ha chiesto come si sente un atleta dopo che è stato trovato positivo. La risposta è stata secca : un ladro! Il dott. Costantino ha voluto, però, scindere la responsabilità di chi fa questa operazione. L’atleta adulto è consapevole dei rischi che corre assumendo sostanze che andranno a modificare il suo stato e il suo rendimento, è consapevole dei pericoli ai quali sta andando incontro, dell’attentato alla sua salute, al suo fisico. Soprattutto al momento che sarà trovato positivo sarà guardato, dai suoi colleghi, come uno che ruba, si è comportato in maniera disonesta, ha carpito la fiducia degli altri.
Se questo è deprecabile e condannabile al massimo, come possiamo definire colui che propina al minorenne, al ragazzo inconsapevole dei rischi a cui andrà incontro, delle sostanze o dei mezzi che lo danneggeranno per il prosieguo della sua vita, facendogli balenare davanti illusioni, soldi e successo? Sono questi “maneggioni”, sono questi “allenatori” che rovinano tutto lo sport perché non vedono che il loro interesse, il loro successo, calpestando la propria e l’altrui dignità. Concludendo il suo intervento il Dott. Costantino, ha paragonato queste persone ai “pedofili” parola forte ed ora molto ricorrente, ma che identifica il danno che possono causare nelle giovani leve dello sport ed allo sport stesso questi irresponsabili atteggiamenti messi in atto da ‘’figuri’’ loschi e spregevoli con la tecnica ed il reato di ‘’circonvenzione di minore’’.
Questo primo incontro ha ottenuto dei lusinghieri successi e sarà ripetuto alla riapertura delle scuole in un’altra località della Sicilia confortati anche dalla capacità del Dott. Costantino di tenere sempre attiva l’attenzione di questi alunni i quali si sono distinti anche nel riempire il questionario di domande appositamente preparate per capire la conoscenza del doping nello sport e le sue conseguenze.
I questionari sono già stati analizzati ed i risultati, molto interessanti, saranno messi a disposizione di chi ne ha interesse e potranno rappresentare un ottimo spunto di dialogo in prossimi incontri/convegni.
Mentre scrivo mi giunge notizia della intesa raggiunta con il Dipartimento Salute Mentale 2 Augusta - Lentini per l’organizzazione di una giornata insieme ai loro malati, all’insegna dello sport e della spensieratezza.
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